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8 MARZO FESTA DELLA DONNA
varie cultura
 
foto                               8 MARZO FESTA DELLA DONNA
Le donne nello sport: una fatica ancora più grande,
un impegno più forte, un riconoscimento più debole.


"Il mondo fu fatto per gli uomini, non per le donne" affermava Oscar Wilde nella seconda metà dell´800 e il noto romanziere dell´epoca vittoriana, non avrebbe mai immaginato che nel secolo successivo le donne si sarebbero incontrate ogni anno scegliendo come data simbolica l´8 marzo, per ricordare un evento tristemente famoso: l´incendio divampato in una fabbrica di New York dove persero la vita 129 operaie.
Le donne da quel momento hanno compiuto a piccoli passi una vera e propria rivoluzione ideologica e sociale per affermare la propria identità ed uguaglianza e per mettere fine al predominio maschile in ogni ambito: culturale, politico, scientifico e sportivo. Uno dei primi sport praticati dagli antichi romani, sabini ed etruschi era la corsa con le bighe, che è stata ricostruita nei colossal come Ben Hur e il Gladiatore e che possiamo provare ad immaginare osservando alcuni metri più in basso del piano di calpestio attuale del Circo Massimo, le stalle e le zone in cui si preparavano le bighe stesse. Questo sport antico, era prettamente maschile e le donne non osavano nemmeno immaginare di prendere parte a giochi competitivi come il lancio del giavellotto oppure il pugilato che erano concepiti per il sesso forte.
Proiettando i nostri animi al presente e sfogliando i giornali oppure facendo zapping in tv, i telegiornali e le trasmissioni sportive di maggior successo sono quelle sul calcio, lo sport ´maschile´ più amato dagli italiani e che ci ha fatto soffrire ed emozionare la scorsa estate con la vittoria inaspettata dei Mondiali in Germania.
Ma nello sport esiste una storia parallela, una storia ´rosa´ che vive accanto a quella diciamo ufficiale, è la storia delle donne che lavorano duro per arrivare ai massimi livelli sportivi.
Accanto al Giro d´Italia, esiste da vent´anni il Giro Donne, l´appuntamento più importante per il ciclismo in rosa.
Le campionesse delle due ruote si stanno preparando per affrontare a giugno un percorso di 891 chilometri che separano Formello (città di partenza del Giro) da Magreglio, dove è situato il Santuario della Madonna del Ghisallo, méta cara a tutti i ciclisti. A riprova dell´elevata caratura del Giro donne è sufficiente sfogliarne l´albo d´oro, che raccoglie i nomi delle atlete che hanno scritto la storia del ciclismo femminile. La prima vincitrice fu la "mamma volante" Maria Canins, mentre il record di successi (quattro) appartiene a Fabiana Luperini. L´ultima maglia rosa è stata indossata dalla svizzera Nicole Brandli.
Alle cicliste appena citate, non è stato dedicato alcun film o special mentre ultimamente sono state girate ben due fiction televisive, una su Gino Bartali, magistralmente interpretata da Pierfrancesco Favino l´altra sul pirata Marco Pantani (Rolando Ravello nel film).
Ma se il ciclismo è uno sport che nasce per l´uomo, ce n´è uno che incarna la grazia femminile e la rappresenta: il nuoto sincronizzato.
La nazionale di nuoto sincronizzato parteciperà dal 17 al 24 marzo 2007 ai mondiali di Melbourne e anche di questa notizia si parla poco e solo nelle riviste specializzate. Il nuoto sincronizzato nasce alla Como Nuoto nel 1985/86 su un´ idea dell´ allora presidente dott. Luigi Giardini e sviluppata dal dott. Badò, consigliere della società, con la prima allenatrice Paola Cassiani che seppe con grandissimo entusiasmo formare il primo gruppetto di ragazze che un po´ intimorite si gettavano nella nuova avventura agonistica ottenendo nel corso degli anni, ottimi risultati.
Il mondo che fu fatto secondo Wilde... per gli uomini, oggi è anche delle donne che hanno conquistato con pazienza, tenacia e determinazione il loro posto nel mondo.
 

Pubblicata il 07-03-2007 da tania croce

 
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