Con l’attuazione della Riforma dello Sport è stata introdotta una importante tutela per i lavoratori sportivi: la possibilità di avere una pensione in virtù dei contributi versati all’INPS.
Aspetto importante ma allo stesso tempo controverso perché – per le caratteristiche specifiche del regime che si applica – reali vantaggi potranno averli solo chi entra nel mercato del lavoro da giovane e ha un compenso regolare per anni, compenso tra l’altro che non dovrebbe mai scendere sotto certi minimi.
E chi ha già superato una certa età? Chi guadagna ma non a certi livelli? Esiste un trattamento denominato “pensione di vecchiaia” che si può ottenere anche con solo 5 anni di contributi al raggiungimento dell’età di 71 anni.
Esaminiamo meglio questo istituto facendo anche una sintesi generale del regime INPS per il lavoratore sportivo dilettante perché scopriamo che questi 5 anni – in realtà – sono di più.
a) La Gestione Separata e i lavoratori sportivi dilettanti
I lavoratori sportivi che collaborano come CO.CO.CO. o come autonomi con partita IVA sono iscritti alla Gestione Separata INPS. L’aliquota contributiva nel primo caso è 2/3 a carico del datore e 1/3 a carico del lavoratore, nel secondo caso è completamente a carico del lavoratore. L’aliquota contributiva è calcolata sulla parte di compenso eccedente i primi 5.000 euro. Nello specifico l’aliquota è in misura del 25% per la parte che riguarda il trattamento pensionistico a questa si aggiunge una quota per gli oneri assistenziali (maternità, assegni per il nucleo familiare, degenza ospedaliera, malattia, congedo parentale, disoccupazione) in misura del 2,03% per i co.co.co. e dell’1,23% per autonomi
Per i lavoratori assicurati presso altre forme obbligatorie il contributo ai fini pensionistici è del 24% mentre non viene pagato il contributo per gli oneri assistenziali (già assolto dall’altra forma di previdenza).
Fino al 31 dicembre 2027 la contribuzione è dovuta nei limiti del 50 per cento dell’imponibile contributivo per quanto riguarda l’aliquota del 25% e l’imponibile pensionistico è ridotto in misura equivalente; mentre resta per intero l’aliquota del 2.03% o del 1,23% garantendo i trattamenti assistenziali.
L’ISCRIZIONE alla Gestione Separata è a cura del lavoratore, qualora sia superato l’importo dei 5000 euro annui, attraverso gli appositi servizi online.
b) Come si costruisce la pensione con il “sistema contributivo”
La caratteristica principale della Gestione Separata dell’INPS è che il calcolo della pensione si basa totalmente ed esclusivamente sugli effettivi contributi versati (sistema contributivo). Abbiamo un sistema “puro” quando i contributi sono versati esclusivamente a partire dal 1 gennaio 1996, poichè il lavoro sportivo è nato operativamente a luglio 2023 rientriamo in pieno in questo caso.
L’assegno pensionistico viene percepito con il raggiungimento dell’età prevista dalla legge più il raggiungimento di un importo minimo, ravvisandosi queste possibili situazioni (condizioni attuali perché età e importi vengono aggiornati in base alle aspettative di vita e ai valori economici di riferimento):
– pensione anticipata contributiva, si ottiene con un minimo di 64 anni di età e 20 anni di contributi effettivi è richiesta la maturazione di un trattamento di pensione almeno pari a 3 volte l’assegno sociale, un po’ meno per le donne con figli (nel 2026 l’assegno sociale ammonta a 546,24);
– pensione di vecchiaia ordinaria a 67 anni di età, con un minimo di 20 anni di contributi, è richiesto anche che l’importo maturato sia almeno pari all’assegno sociale;
– pensione di vecchiaia contributiva che si ottiene con un minimo di 71 anni di età e di 5 anni di contributi effettivi, non è necessario raggiungere un importo minimo.
Quindi il lavoratore sportivo che ha versato contributi per solo 5 anni può comunque usufruire dell’assegno pensionistico a 71 anni senza dover raggiungere una quota minima; l’importo dell’assegno non avrà un valore fisso ma viene calcolato sulla base dei contributi effettivamente versati durante la vita lavorativa moltiplicati per i coefficienti di trasformazione.
c) Come si calcola l’assegno pensionistico a 71 anni
Ripetiamo siamo nel sistema contributivo puro, quello che si versa effettivamente determina l’importo della pensione.
Montante contributivo: è la somma di tutti i contributi versati (rivalutati annualmente) negli anni di lavoro. Sono esclusi i contributi figurativi per disoccupazione o malattia.
Coefficiente di trasformazione: A 71 anni, il coefficiente stabilito dalla legge trasforma il montante accumulato in una rendita annua.
Importo mensile: Il valore annuo ottenuto viene diviso per 13 mensilità.
Poiché la pensione si basa esclusivamente su quanto versato, con soli 5 anni di contributi l’assegno mensile può risultare esiguo (spesso inferiore ai 100 euro). In questi casi, qualora non si posseggano altri redditi e si rispettino i limiti di legge, è possibile integrare o sostituire la pensione con l’Assegno Sociale, erogato dall’INPS.
d) Come si calcola 1 anno di contributi?
Un anno di contributi non è costituito dalla somma dei versamenti in un anno solare.
Questo aspetto è molto importante e spesso sottovalutato, riguarda sia il calcolo dei 5 anni per chi va in pensione a 71 anni sia chi deve raggiungere i 20 anni minimi di contributi a 67 anni.
Nel regime contributivo: un anno di contributi corrisponde a una quota ben precisa di versamenti stabilita dalla legge. Per il 2026 Il reddito minimo di riferimento per l’accredito di un anno contributivo è pari a 18.808,00; se il reddito è inferiore i mesi accreditati saranno ridotti in modo proporzionale. Per esempio se si guadagnano 9000 euro all’anno ci vogliono circa due anni di lavoro e di versamenti per raggiungere un anno ai fini pensionistici.
Per il lavoro sportivo il calcolo dei contributi rispetto all’effettivo guadagno deve tenere conto di vari elementi: i primi 5000 euro non costituiscono base imponibile ai fini INPS quindi riprendendo l’esempio su citato dei 9000 euro annuali complessivi i contributi si versano su 4000 euro; inoltre fino al 31 dicembre 2027 si considera come base imponibile il 50% della parte eccedente i 5000 euro (si veda il paragrafo a). Ipotizziamo che da inizio 2024 il nostro lavoratore guadagni 9.000 euro all’anno, quando avrà raggiunto il reddito minimo ai fini INPS di 18.800? nel 2030…Ovvero circa sei anni di lavoro effettivo per maturarne uno ai fini pensionistici.
Per il lavoratore sportivo che ha anche altre forme di previdenza si aprono varie possibilità, quali la “ricongiunzione” o il “cumulo gratuito”; poiché i meccanismi di applicazione potrebbero essere anche onerosi e richiedono una competenza esperta nella applicazione è consigliabile rivolgersi a un professionista del settore per avere il quadro personalizzato della propria posizione e prendere decisioni adeguate.
Per il lavoratore sportivo che non ha altri redditi si ritiene utile il rivolgersi a un professionista del settore per valutare se la propria situazione lavorativa e contributiva possa richiedere misure integrative in una prospettiva futura rispetto all’età pensionabile.