Di fronte agli eventi catastrofici che stanno attraversando la nostra contemporaneità cresce il sentimento di sfiducia nell’esistenza. I punti di riferimento per definire le etiche esistenziali sono in continuo mutamento. Il lato spirituale della vita è andato via via scomparendo lasciando il posto al materialismo più becero che ha indurito i cuori ed addormentato le coscienze.
L’espressione latina “mala tempora currunt sed peiora parantur” (corrono brutti tempi ma se ne preparano di peggiori) è quanto mai attuale. L’avanzamento della crisi climatica con le sue devastanti conseguenze e la minaccia di un conflitto mondiale rappresentano oggi un reale pericolo per l’umanità.
Tuttavia “la speranza è l’ultima a morire” – espressione popolare riconducibile al latino “spes ultima dea” ricollegata al mito greco di Pandora – sembra essere l’ultima risorsa per l’uomo. La speranza per una prospettiva positiva futura e munirsi di pazienza e resilienza ci sostengono nel credere che tutto si possa risolvere per il meglio.
Osservando la natura – anche in questa circostanza – possiamo trarne preziosi insegnamenti. Nonostante il lungo periodo di siccità che ha preceduto l’inverno – in cui gli alberi perdono le foglie e diventano spogli – in primavera ed in estate fioriscono. La natura – in questo modo – rievoca la ciclicità della vita: ci sono tempi di apparente riposo che predispongono invece la natura alla crescita ed al rinnovamento.
Un fenomeno naturale – che si ripete nonostante tutto – ci induce a considerare la natura maestra di vita. Imparare dagli alberi la pazienza e la resilienza per sopravvivere alle intemperie della vita è senz’altro la strategia da mettere in atto. Viviamo un’epoca in cui si affermano sempre più stereotipi devianti che definiscono la forza individuale in termini di prevaricazione e di violenza fisica e verbale: le persone riflessive, pazienti, pacifiche, vengono considerate dei perdenti.
E’ questa la visione distorta da cui prendono forma fenomeni fuorvianti che affliggono la nostra contemporaneità e conseguentemente aumenta il senso di frustrazione da parte di chi non si sente rappresentato da simili modelli. La pazienza è una facoltà che si coltiva con la volontà. “Superare lo scoraggiamento con la consapevolezza di IO POSSO” è fra le celebri affermazioni del mistico indiano Paramahansa Yogananda conosciuto in tutto il mondo.
Gli alberi con la loro crescita lenta e costante (occorrono spesso molti anni) ci insegnano come i progressi e gli sviluppi significativi richiedano pazienza e resilienza. Il cambiamento climatico sta mettendo la natura a dura prova: condizioni meteorologiche avverse con forti venti, piogge torrenziali o caldo torrido. Tuttavia gran parte degli alberi rimane flessibile e radicata a terra. Allo stesso modo – di fronte alle avversità della
vita – la pazienza e la resilienza ci consentono di superare i momenti difficili.
Costruire una solida base esistenziale investendo tempo ed energie nella crescita personale, nelle relazioni costruttive, nell’apprendimento, significa coltivare pazientemente resilienza e resistere alle sfide che l’esistenza ci pone davanti. Gli alberi hanno una storia antichissima: da sempre protagonisti di miti e leggende. Considerati simbolo della vita in tutte le sue fasi, ma anche grande forza di adattamento e di rinascita.