“Neanche con una Rosa!”: a San Patrignano un segnale forte contro la violenza di genere

L’Auditorium della Comunità di San Patrignano ha accolto la presentazione ufficiale di “Neanche con una Rosa!”, progetto nazionale promosso da ACSI e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Una giornata intensa, che ha unito istituzioni, esperti, sportivi e cittadini in un percorso di riflessione e di impegno condiviso contro la violenza di genere.

Neanche con una Rosa” non si limita a denunciare l’emergenza della violenza, ma mira a trasformarla in una questione di cultura e di società. Tra le azioni previste, percorsi educativi nelle scuole, corsi gratuiti di autodifesa, attività artistiche e momenti di formazione giuridica, psicologica e digitale. L’obiettivo: creare strumenti concreti di empowerment e diffondere una nuova consapevolezza basata sul rispetto reciproco e sulla parità di genere.

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali della presidente della Comunità di San Patrignano, Dott.ssa Vittoria Pinelli, e con gli interventi di Antonino Viti, presidente nazionale ACSI, della dott.ssa Chiara Bellini, vice sindaca di Rimini, della dott.ssa Patrizia Sannino, responsabile nazionale progetti ACSI e della dott.ssa Rossana Ciuffetti, direttrice della Scuola dello Sport.

L’apertura di Antonino Viti, presidente nazionale ACSI:

“Con ‘Neanche con una Rosa!’ vogliamo ribadire che la violenza di genere non è una questione privata, ma un problema che interpella l’intera società. È nostro dovere, come associazione nazionale, creare strumenti di prevenzione, educazione e tutela che possano incidere concretamente nella vita delle persone. Questo progetto, sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, intende rafforzare la cultura del rispetto e della parità, coinvolgendo istituzioni, scuole, mondo sportivo e cittadinanza in un impegno condiviso e duraturo. Oggi, da San Patrignano, abbiamo voluto lanciare un segnale forte: nessuna donna deve sentirsi sola di fronte alla violenza, perché questa battaglia riguarda tutti noi. Lo sport, l’arte, l’educazione e il dialogo possono diventare strumenti di rinascita e di speranza”.

L’intervento della presidente della Comunità di San Patrignano, Dott.ssa Vittoria Pinelli:

“Siamo grati e onorati di ospitare la presentazione di questo progetto. Abbiamo in comunità 138 ragazze, di cui 15 minori. Alcune sono già donne, in alcuni casi mamme, o ragazze che sono dovute crescere troppo in fretta in seguito a esperienze difficili. Per questo quella della loro tutela è un tema caldo tutti i giorni. Insegniamo loro il rispetto per sé stesse e per gli altri. Il nostro obiettivo è far sì che parole come accoglienza, fratellanza, gentilezza, tolleranza e amore trovino concretezza all’interno della comunità, affinché un domani possano rappresentare per loro uno strumento di rinascita”.

Così la dott.ssa Chiara Bellini, vice sindaca di Rimini

Abbiamo il dovere di eliminare la violenza di genere, non solo contrastarla. Per questo dobbiamo fare un lavoro di squadra, un lavoro di rete tra istituzioni e forze dell’ordine. Ma soprattutto è un lavoro che parte da noi stessi, dalla nostra cultura. Non possiamo ignorare che la violenza di genere affonda le radici in una disparità di genere, che a sua nasce da una mentalità sessista e patriarcale. Se da un lato abbiamo raggiunto la piena parità in ambito normativo e legislativo, siamo ancora indietro sul piano culturale. E questo è testimoniato dal numero di femminicidi e abusi che continua a riempire le nostre cronache. Negli anni il volto della violenza è cambiato. Il nostro centro anti-violenza oggi accoglie ogni giorno tante ragazze giovani che denunciano soprusi dal proprio partner. Dalle manie di controllo al terrorismo psicologico. Spesso si rivolgono al centro per chiedere se certi comportamenti siano normali o se rientrano nell’alveo delle violenze. Purtroppo i corsi di autodifesa che promuoviamo oggi, sono al tempo stesso un fallimento della nostra società”.

Il commento della dott.ssa Patrizia Sannino, responsabile nazionale progetti ACSI

Il progetto intende creare una società più equa, non focalizzandosi solo sulla difesa personale ma vuole prevenire soprattutto gli episodi di “violenza”. Neanche con una rosa! intende porre la violenza di genere non come una questione esclusivamente femminile, ma come responsabilità collettiva: entrambi i generi devono unire le forze per un cambiamento culturale che comincia dall’educazione e dal rispetto reciproco. Siamo abituati a chiamare San Patrignano comunità di recupero. Ma stando qui si capisce che è ben altro è una comunità di resilienza. Dove quel no è no! che ripetiamo oggi qui noi, voi lo dite a voi stessi ogni giorno“.

Le parole della dott.ssa Rossana Ciuffetti, direttrice della Scuola dello Sport

Lo sport è uno strumento fondamentale in qualsiasi progetto educativo. E’ di vitale importanza perché innanzitutto fa uscire di casa le persone, le spinge al confronto. Offre loro una programmazione e degli obiettivi. Al di là della disciplina praticata, lo sport è un allenamento alla vita. Come Scuola dello Sport lavoriamo molto sui tecnici, perché sono figure che hanno la mission di instillare valori come gentilezza e rispetto. In questa ottica gli Enti di Promozione sono una nostra eccellenza. I numeri Istat oggi sono i migliori di sempre. A livello di parità di genere abbiamo cambiato passo. E questo è stato possibile anche grazie a realtà come l’ACSI”.

Il cuore dell’evento è stata la tavola rotonda che ha visto confrontarsi parlamentari, rappresentanti delle forze dell’ordine, esperti di diritto e psicologia, insieme a figure del mondo sportivo e culturale come l’Avv. Jessica Pettinacci, esperta Terzo Settore Studio E-Ius, l’Avv. Luana Sciamanna, penalista esperta di violenza di genere, l’Avv. Monica Nassisi, presidente de “La Giusta Difesa”, la dott.ssa Olimpia Abbate, questore della Provincia di Rimini e la dott.ssa Arianna Tagliaferro, Organizzatrice/ Assistente Sociale “Le Compagnie Malviste”.

A chiudere, la prova pratica di difesa personale con i campioni Emanuele Bruno (judoka) e Stefano Maniscalco (karateka), ideatori del metodo JK Defense Donna, che ha reso tangibile come lo sport possa diventare strumento di forza, riscatto e rinascita.

La cornice di San Patrignano ha amplificato il valore simbolico della giornata. La comunità, da sempre luogo di resilienza e di riscatto, ha fatto da eco a un messaggio chiaro: nessuna ferita deve trasformarsi in destino.

Lo sport, l’arte, l’educazione e il dialogo sociale sono stati indicati come strumenti fondamentali per dire un no deciso a ogni forma di violenza e per costruire un futuro più giusto ed equo. Un percorso che riguarda tutti, perché la violenza non è mai solo un fatto privato.

L’evento si è concluso con un forte senso di responsabilità condivisa e con la promessa che il messaggio di resilienza e coraggio vissuto a San Patrignano accompagnerà ogni tappa del progetto.

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